Luigi Pitrelli è un ragazzo di Cosenza, classe 1988, il cui nome d’arte è LpArtSpace

Luigi ha intrapreso il suo viaggio musicale nel 1996, quando ha imbracciato per la prima volta una chitarra. La sua formazione musicale inizia da autodidatta all’età di 8 anni, grazie a un cugino — anch’egli chitarrista del panorama cosentino — che gli insegna i primi accordi.
Successivamente prosegue gli studi sotto la guida del chitarrista svedese Lutte Berg, presso la scuola musicale DIESIS. È proprio Berg a contribuire in modo decisivo a plasmare il suo stile e la sua sensibilità artistica.
Nel corso degli anni, ha suonato in numerosi progetti e band, spaziando tra generi e contesti differenti: dalle formazioni pop/rock alle cover band ufficiali, fino ai progetti inediti hard rock, tra cui spiccano i Bad Swan, gruppo con cui ha maturato anche esperienze all’estero. Ha arricchito ulteriormente il suo percorso collaborando con l’orchestra LOS DOMINGOS FERIAL dell’emittente Ten, nel programma televisivo “Una Domenica Così”, diretto dal conduttore Francesco Occhiuzzi e guidato dal maestro Paolo Aragona. Inoltre, ha accompagnato con le sue corde l’artista Roger Taradel durante il concerto in piazza a Rogliano nel 2013.
Dopo anni trascorsi sui palchi e tra i gruppi, decide di dedicarsi completamente alla composizione e alla scrittura di testi, intraprendendo un percorso più intimo e personale sotto il nome LpArtSpace. Questo cammino creativo culmina nel suo primo album, in uscita il 29 dicembre 2025, dal titolo “Nel Labirinto di Jung”, interamente prodotto e firmato da lui con il suo nome d’arte.
L’album rappresenta un progetto innovativo: è infatti uno dei primi lavori discografici a sperimentare l’uso dell’intelligenza artificiale nella realizzazione delle voci di tutte le tracce. Tuttavia, arrangiamenti, composizioni e testi portano esclusivamente la sua firma, preservando pienamente la sua identità artistica.
“Nel Labirinto di Jung” è un viaggio umano ed emotivo che segue il protagonista dalla prima infanzia — quando sorgono i primi dubbi — fino alla maturità, segnata da sfide, scelte e conflitti interiori. In questo percorso, la mente diventa un compagno tanto prezioso quanto insidioso, un labirinto da esplorare e comprendere. Il disco si conclude con un’ultima traccia dominata dall’incoscienza, simbolo dell’adulto che, di fronte alle complessità della vita, si abbandona all’oblio di un bicchiere, frantumando schemi, paure e illusioni.
Con questo lavoro, LpArtSpace firma non solo un album, ma un racconto di crescita, introspezione e libertà emotiva, fondendo tradizione musicale e innovazione tecnologica in un’opera profondamente personale.
Ecco l’album: open.spotify.com
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