Lettere 2.0: “Noi giovani accusati di non aver voglia di lavorare, ma qui forse è meglio darsi al volontariato.”

Riceviamo lo sfogo di una nostra lettrice:

Le scrivo per portare alla vostra attenzione una situazione che riguarda noi giovani lavoratori, spesso accusati di “non avere voglia di lavorare” da chi appartiene alle generazioni più mature.

Voglio raccontare un caso emblematico che dimostra come, invece, la voglia di lavorare venga minata da comportamenti inaccettabili da parte di alcuni datori di lavoro.

Nel mio caso lavoro in un laboratorio di analisi del nostro territorio che, pur pagando un salario già esiguo, non sta rispettando nemmeno gli impegni presi con i suoi dipendenti. Ad oggi, siamo ancora in attesa del misero stipendio di ottobre…

Nel frattempo, continuiamo a sostenere spese personali e lavorative: mettiamo benzina per raggiungere il posto di lavoro, paghiamo bollette, affitti e manteniamo le nostre famiglie. Siamo a dicembre, il periodo natalizio è alle porte e tutti noi abbiamo bisogno di quei soldi per affrontare le necessità quotidiane.

Lavoriamo per garantirci uno stipendio, non per semplice dedizione o gloria. Se così fosse, ci dedicheremmo al volontariato, non ad un impiego regolarmente retribuito (almeno in teoria).

Situazioni come questa, in cui chi lavora con serietà e impegno viene sfruttato e lasciato senza le proprie legittime retribuzioni, fanno perdere fiducia nel sistema e nel mondo del lavoro privato. È un problema che colpisce non solo i singoli lavoratori, ma tutta la società, perpetuando ingiustizie che finiscono per scoraggiare anche chi, come noi, ha voglia di costruirsi un futuro con dignità.

Mi auguro che vogliate dare spazio a questa denuncia sulle vostre pagine, perché certe situazioni non devono passare sotto silenzio.”

(Lettera firmata)

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