Riceviamo dal nostro lettore, giovanissimo commerciante di Cosenza:

“Cari amici di Cosenza 2.0, vorrei scrivervi per raccontarvi una piccola storia. Quella mia e della mia famiglia:
L’anno scorso di questi tempi decidemmo di investire tutto il nostro futuro nella nostra terra. Un’idea pazza considerati i tempi. Ma purtroppo o ti inventi qualcosa o nella maggior parte dei casi sei sottopagato. Così, dopo anni di sacrifici, di delusioni, di rinunce, decidemmo di provar ad aprire un locale tutto nostro. Il problema era uno, come fai ad aprire se non hai i soldi?? Chiedi aiuto alle banche, ti aiutano si, ma qualcosa devi garantirla. Dopo tanta burocrazia comunque, riusciamo ad aprire, ma ti rendi conto che il prestito che ti viene erogato è meno della metà di quello che ti serve per andare avanti.
Ma tu tieni duro, continui a lottare, vai avanti, nel frattempo passano i giorni, passano i mesi. E non è tutto rose e fiori. Ma piano con enormi sacrifici, con il sorriso sempre stampato sulla faccia, riesci a ritagliarti un bel parco clienti tutto tuo.
Passano i mesi, e non ho mai mollato di un centimetro, nonostante le difficoltà passo più di 12 ore nel locale, e con la testa invece 24 ore su 24 a pensarci. Nonostante i soldi non siano tantissimi, faccio il possibile per pagare il personale e tutte le spese varie.
Poi due mesi fa un evento inaspettato da a noi un bel po di notorietà, ci fa conoscere da tutti. E quella sembra finalmente la svolta. Invece, dopo pochi giorni, un nemico, questo maledetto virus, condanna tutti noi.
Insieme a tutti gli altri commercianti siamo costretti a chiudere. È dura, l’umore è a terra, e quella forza, speranza che avevi con il passar del tempo si appiattisce. È passato un mese ormai da quel giorno, e i risparmi sono sempre meno, le spese del locale continuano a camminare e lo stato che fa per te? Ad oggi purtroppo niente! Un bel niente!
Tutti quei sogni, tutti quei progetti sul tuo futuro rischiano di andar in frantumo. Io allora mi chiedo: Se non guadagno come faccio a pagare? Come faccio a vivere? E un domani, quando tutto sarà finito, dove la prenderò la forza e il coraggio di riaprire con la consapevolezza che per lo stato tu sei soltanto un numero?.
Io so solo che ancora una volta si è costretti a rimboccarsi le maniche e andare avanti con o senza l’aiuto di qualcuno.“
(Lettera firmata)


