Riceviamo la sfogo di un gruppo di commercianti delle traverse di Corso Mazzini:

“IL GRIDO DI ALLARME DEI NEGOZI NELLE VIE SECONDARIE
Il Comune blocca la visibilitร dei commercianti onesti con sequestri sulla pubblicitร , mentre ignora il degrado del corso centrale, infestato dall’abusivismo. โL’assurda burocrazia uccide il commercio legale: sequestri a chi mette un cartello… e via libera all’abusivismo.
Due pesi e due misure: l’accanimento sui commercianti contro l’immobilismo sull’abusivismo. La frustrazione รจ palpabile tra i commercianti onesti delle traverse cittadine, costretti a districarsi in un labirinto di permessi e sanzioni per la piรน innocua delle pubblicitร , necessaria solo a segnalare la propria esistenza.
L’occhio di bue รจ puntato sui piccoli cartelli, bloccando ogni tentativo di promozione e minando la loro sopravvivenza quotidiana, soprattutto in una cittร che giร sconta una cronica e pluriennale carenza di promozione turistica da parte dell’Amministrazione.
Mentre le attivitร che non ostacolano la circolazione, non creano disturbo, sono bersaglio di un accanimento burocratico costante che ne limita la visibilitร ai passanti, il cuore pulsante del corso principale si trasforma in una zona franca.
L’Amministrazione comunale sembra applicare la legge con una sconcertante disparitร di trattamento, tollerando con lassismo imbarazzante il proliferare di attivitร di vendita abusiva lungo l’asse viario centrale.
Ci si chiede: perchรฉ tanta rigiditร verso chi produce reddito e rispetta le regole, privandoli della possibilitร di farsi semplicemente conoscere non ostacolando me danneggiando in nessun modo la quotidianitร cittadina , e tanta indulgenza verso l’abusivismo che danneggia l’immagine e la concorrenza leale?
ร ora che l’Amministrazione riveda urgentemente le sue prioritร : meno vessazioni per i commercianti regolari, concedendo loro la visibilitร basilare per competere, e un’azione decisa e costante per ripristinare la legalitร e attrarre quel turismo che l’ente stesso fatica a incentivare.
Il commercio locale non merita questo trattamento ostile e ingiusto.”
I commercianti



