Riceviamo con preghiera di pubblicazione:

“La situazione presso due noti call center siti nel comune di Rende è assurda. Quando tutti gli altri call center della zona decidono di chiudere per la salvaguardia della salute pubblica non si capisce il perché i due rimasti aperti vadano in totale controtendenza.
Per tutti i call center le commesse indispensabili restano aperte e vengono chiuse tutte le altre che non sono di vitale importanza ora come ora. In barba a tutte le indicazioni nazionali sullo smart working, sulle chiusure di attività non indispensabili ed in ultimo l’ordinanza del sindaco Manna che vieta ne l’apertura, i due noti call center restano aperti per quasi tutte le commesse inserendo nel calderone delle “attività indispensabili” anche la vendita semplice di contratti.
Purtroppo la maggior parte degli operatori non hanno alcun tipo di garanzia contrattuale e se stanno a casa non percepiscono neppure un euro. Senza alcuna tutela, senza malattie o ferie, per arrivare a fine mese si è costretti comunque ad andare a lavorare in una situazione che di certo non è tranquilla sotto il profilo sanitario ma che invece, stando alle previsioni dovrebbe aggravarsi.
La speranza naturalmente è che non succeda nulla di grave e che vengano promosse dal governo forme di sussidio, ma la condanna di un contratto di questo tipo è da fare soprattutto in momenti come questo. Tralasciando ovviamente l’assurdità delle decisioni delle due aziende che pur di guadagnare si infilano tra le pieghe della legge per poter fare il loro comodo.“












