Marialuisa Spagnuolo – L’eleganza che nasce dalla terra

La stilista calabrese racconta il suo percorso creativo, le radici profonde che ispirano le sue collezioni e il sogno di una moda che sia arte e rinascita.
In un panorama dove la moda spesso rincorre l’effimero, Marialuisa Spagnuolo si distingue per una visione profonda e radicata. Stilista originaria di San Sosti, ha saputo trasformare la sua terra, la Calabria, in fonte inesauribile di ispirazione. Le sue creazioni parlano di donne forti, sensuali e consapevoli, e la sua “Eleganza Composta” è diventata un manifesto stilistico. In questa intervista, entriamo nel suo mondo fatto di tessuti, arte e identità.
Luca: Quando hai capito che la moda sarebbe stata il tuo linguaggio creativo?
Da bambina appuntavo scritti di medicina, collezionavo parti del corpo umano: una storia diversa, che lasciava speranza alla scienza. Poi, durante gli anni della scuola media, mi sono avvicinata all’arte. Chi mi seguiva all’epoca si accorse di qualcosa che avveniva in modo naturale. Così, quasi per caso, iniziai a creare la mia prima bozza. Ogni volta che le mie mani e il mio sguardo si posavano su quel foglio bianco, nasceva un’emozione nuova. Lì ho capito che la moda sarebbe stata il mio linguaggio creativo.
Luca: Quali elementi della tua terra, la Calabria, entrano nelle tue collezioni?
Sicuramente il nostro essere passionali e solari. La bellezza e l’eleganza che i nostri luoghi emanano, ma anche la voglia di riscatto, quella fame di farcela che solo chi nasce qui porta dentro. Questo è ciò che porto nelle mie creazioni.
Luca: La tua collezione “Renaissance” ha un titolo potente. Cosa rappresenta per te questa rinascita?
Durante la scelta ero combattuta tra diversi nomi, ma ho capito che “Renaissance” era il messaggio più potente. Dietro questo concetto c’è una rinascita personale: durante la progettazione e il lancio ho vissuto momenti di crollo, che ho deciso di raccontare attraverso la collezione. Dai tessuti ai colori — pizzi floreali, broccati, piume — tutto parla di rinascita, come una fenice che rinasce dalle sue ceneri. È un inno alle donne: qualsiasi momento stiate vivendo, non demordete mai. La rinascita arriva sempre.
Luca: Come definisci il concetto di “Eleganza Composta”?
Nella mia visione, preferisco creazioni che abbiano classe e buon gusto, spesso minimal. Il segreto sta nel togliere, non nell’aggiungere. Ho fatto mio un concetto: la classe è la massima espressione di femminilità, e attraverso la moda esprimiamo chi siamo.
Luca: Quali colori senti più vicini alla tua estetica e cosa comunicano i tuoi abiti?
Amo da sempre il nero, il bianco, lo champagne, il grigio… ma anche altri colori che mixo per dare vita alle creazioni. Con esse trasmetto eleganza, innovazione, classe. Quando tutto questo arriva al pubblico, ne sono felice.
Luca: Hai diretto eventi che fondono moda, teatro, cinema e musica. Che ruolo ha il dialogo tra le arti nel tuo lavoro?
Quest’anno sono stata condirettrice del New Event Fashion e Cineteatro Show con Alessandro Massimilla. Credo che il dialogo tra le arti sia indispensabile. Unito al mio lavoro, diventa fondamentale per creare nuove opportunità, curare l’immagine. Ci accomuna una cosa: essere vestiti da un dialogo elegante.
Luca: Qual è il processo creativo che ti porta dalla prima idea alla collezione finale?
Il processo attraversa diverse fasi: si parte dal bozzetto, poi si sceglie la materia prima insieme al team sartoriale. Dopo questa fase, si cura ogni dettaglio e si avvia la produzione, che porta al confezionamento finale. A quel punto, la collezione è pronta per il lancio.
Luca: C’è una figura femminile che ti ispira, nel passato o nel presente?
Nel passato sicuramente Gabrielle Chanel Bonheur: ha rivoluzionato la moda femminile a Parigi, portando emancipazione. Nel presente, direi Elisabetta Franchi, che incarna il mio pensiero di eleganza. Due donne rivoluzionarie e molto forti.
Luca: Come immagini il futuro della moda italiana e il posto del tuo brand in questo scenario?
Il Made in Italy è incomparabile: qualità, attenzione ai dettagli, design. Anche se oggi molti marchi sono stati acquisiti da gruppi esteri, credo che il futuro della moda italiana debba restare in mani italiane. Per quanto riguarda il mio brand, la strada è in salita, c’è sempre da imparare. Ma chissà, magari un giorno mi ritroverò in alto. Per ora sto costruendo quell’altezza. Il resto arriverà con il tempo.
Luca: Se dovessi descrivere la donna che veste Marialuisa Spagnuolo in tre parole, quali sceglieresti?
Ambiziosa. Forte. Elegante.
Marialuisa Spagnuolo non disegna solo abiti: costruisce visioni. Le sue creazioni sono il riflesso di una femminilità consapevole, radicata e libera. In un mondo che cambia velocemente, lei ci ricorda che l’eleganza non è una tendenza, ma un’attitudine. E che la moda, quando nasce dal cuore, può diventare arte.
Luca Martire



