Il grido d’allarme, arriva da un coordinamento di lavoratori, che insieme agli ex sindacalisti Romolo Cozza, Gino Pettinato e Giovanni Conforti a breve, organizzeranno a Roma, davanti a Palazzo Chigi, un flash mob a sostegno dei contributi previdenziali

Per dodici anni hanno lavorato senza contributi previdenziali negli Enti locali, un vero e proprio lavoro nero, legalizzato dallo stato. Sono gli lsu ed lpu (lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità). Le pensioni dopo trent’anni di attività, saranno di 700 euro. Il tutto, nel silenzio più assoluto dei sindacati.
Per dodici anni, – si legge nella nota – i Comuni hanno risparmiato centinaia di migliaia di euro, risanando bilanci ed ottenendo in cambio professionalità e tanti servizi, a gratis. Dal 2008, le stabilizzazioni, ma la maggioranza con contratti part-time, riconoscendo i contributi una buona parte potrebbe andare in pensione. L’Inps, tace, mentre la Regione con un colpo di spugna e nessuna contestazione ne dei sindacati ne della opposizione, di recente, ha tolto fondi agli lsu per destinarli ai lavoratori Arpal, altri precari calabresi.
Una guerra tra poveri. C’è attesa per un decreto legge n. 539 presentato in data 03/02/2023, da incardinare in commissione lavoro, ma il sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon che ne è a conoscenza, non ha dato nessuna risposta.



