«Mi manca un pezzo di cuore, ma quello che resta vale doppio»

La storia di Vanessa, una giovane donna che lotta con coraggio da quattro anni contro una malattia rarissima senza mai arrendersi

 

 

“«Non arrendetevi. Mai». Le pagine del diario online di Vanessa Gasparro finiscono sempre così, ogni giorno. Che lo dica esplicitamente o faccia solo balenare l’acciaio del suo coraggio, il messaggio di questa ragazza cosentina di 31 anni è chiaro: lottare sempre, mollare mai. Anche se ti danno pochi mesi di vita, anche se i medici ti dicono che la tua malattia è rarissima, in teoria quasi impossibile. Un tumore al cuore. Dove si è mai sentito, ma non scherziamo. E invece sono passati 4 anni da quando Vanessa ha scoperto il suo mortale nemico: angiosarcoma cardiaco. Da allora ha subito diversi interventi e sfiancanti terapie per ricacciare indietro il mostro, che però puntualmente torna a insidiare il suo futuro.

 
Tagliato via un pezzo di cuore

Le hanno letteralmente tagliato via un pezzo di cuore, lo hanno ricostruito, le hanno impiantato un pacemaker. Ma niente. Il bastardo torna sempre. In questi ultimi anni ha ceduto alla disperazione e si è rialzata, è caduta di nuovo nello sconforto e ancora è tornata ad agitare i pugni contro la sua nemesi. Vanessa è una che difende il suo diritto ad esistere con le unghie e mentre lo fa racconta sui social la sua battaglia.

 
Tutte le cose che ho fatto

«Ho vissuto al massimo per 27 anni – dice ricordando la sua vita com’era -, ho amato senza rimpianti, ho riso a crepapelle, sono stata tradita, ho pianto fino a svenire, ho rischiato senza freni, ho corso dietro a un pallone, ho nuotato senza braccioli, senza paura, ho servito ai tavoli per pagarmi gli studi, ho avuto cotte estive da mozzare il fiato, ho chiesto scusa e imparato a perdonare, ho ballato finché c’era musica, ho viaggiato e imparato, ho amato tutti i miei cani come fratelli, ho giocato, ho rispettato, ho pianto leggendo un libro, ho amato l’università, ho vinto tornei e medaglie come terzino sinistro, ho conosciuto la paura senza farmi cambiare, mi sono fatta male, ho provato delusione e smarrimento, ho fatto festa e cantato a squarciagola, mi sono inebriata di felicità. Ho fatto sempre di testa mia, ho seguito sempre e solo l’istinto. Ho fatto tutto quello che volevo, ma questo tutto non è ancora abbastanza».”

 

Fonte e continuazione qui: LaCNews24

 

Ci teniamo sempre a ricordare, che quando è nato il progetto “Cosenza 2.0”, Vanessa era qui con noi, seduta in ufficio a condividere con noi idee e sogni. …ed è qui che ti aspettiamo… piccola grande GUERRIERA!!!

FORZA VANE… !!!

 

 

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