Riceviamo lo sfogo di un nostro lettore:

“Salve. Scrivo da un paese che dista 100km da Cosenza. Siamo pazienti (io, mio padre e mia sorella) del centro T.A.O da diversi anni per problemi di Omocisteina alta e rischio altissimo di Trombosi.
Siamo soggetti a visita semestrale con consequenziale cambio di piano terapeutico in relazione all’andamento delle analisi che periodicamente facciamo.
Dopo l’ultima visita fatta a giugno 2025, ci era stato fissato appuntamento per visita di controllo il 7 gennaio 2026, ma qualche giorno prima della data ci viene comunicato dal Cup che la visita fissata veniva rinviata al 3 febbraio, per mancanza di medici in reparto e numero di visite troppo alto per un medico solo…
Qualche giorno fa ci ricontatta sempre il Cup e ci comunica che anche per febbraio non è possibile procedere alla visita di controllo per lo stesso motivo (mancanza di medici in reparto che si sono ridotti da 5 a 1) ma questa volta non ci viene assegnata nessuna nuova data, quindi essendo noi con piano terapeutico scaduto non sappiamo se continuare con il vecchio o adeguare uno nuovo.
Nonostante sia una situazione molto dedicata e molto rischiosa (soprattutto per mio padre che ha 75 anni) nessuno è stato in grado di poterci fornire soluzioni o date alternative.
Ci siamo trovati costretti, nostro malgrado, a prenotare le visite con uno specialista in libera professione e pagare la bellezza di 110 EURO A PERSONA… per farci visitare.
La cosa che fa più rabbia è che la visita intramoenia al Cup era prenotabile con disponibilità immediata, e invece siamo dovuti rivolgerci altrove con esborso di 110 euro a paziente perchè per il pubblico non si sapeva neanche se e quando ci sarebbe stato concesso questo privilegio.
Abbiamo toccato il fondo in una sanità che diventa sempre più privata e sempre più per pochi.
La mia domanda da contribuente e cittadino di questa oramai abbandonata terra è: ma i soldi che paghiamo in tasse, contributi ecc, dove diavolo vanno a finire? Non sarebbe ora davvero di ribellarci seriamente, bloccare il pagamento dei tributi e organizzarci a scendere in piazza seriamente e far valere in nostri, sempre più calpestati, diritti?
Deluso! Grazie e scusate lo sfogo…“
(Lettera firmata)












