Lettere 2.0: “Vorrei rendere noto come si combatte il randagismo nella nostra provincia.”

Riceviamo da un nostro lettore con preghiera di diffusione:

 

 

 

“Premetto che NON VOGLIO MAI E POI MAI CHIUDERE UN CANE IN UN CANILE.

Da un pò in una frazione di Cosenza vaga una cucciola bellissima.

Il cane oltre ad essere una futura (prossima) fattrice di cuccioli, costituisce un pericolo per sé stessa e per gli automobilisti in quanto, ignara dei pericoli, sosta spesso al centro strada causando brusche frenate o addirittura invasione del marciapiede per scansarla.

Contattata la polizia municipale che fa scarica barile dicendo di contattare l’assessorato all’ambiente (dove non risponde nessuno) perché loro (i vigili) dicono che possono intervenire solo se il cane è ferito.

Associazioni che non rispondono ai vari messaggi privati inviati su Facebook perché sono al collasso grazie a chi non svolge il proprio dovere.

Contattati anche i medici dell’Asp che consigliano di chiamare i vigili. Inviata mail a vigili, assessore all’ambiente, associazioni e veterinari Asp con tanto di foto e video della situazione: mail ignorata.

L’ultimo contatto con la polizia municipale, che risale a 3 giorni fa, ha dell’incredibile: mi è stato detto di legare il cane da qualche parte in attesa del loro intervento (mai avvenuto)!

Insomma questa cosa va avanti da un mese. Il comune non adotta nessuna misura di prevenzione e intanto il randagismo aumenta e, purtroppo, ci sono tanti maltrattamenti da parte di persone orribili per queste povere anime vaganti.

Propongo raccolta firme affinché i cani idonei a vivere liberi, dopo la profilassi sanitaria, sterilizzazione e microchip, possano essere reimmessi e monitorati dai volontari e promuovere il più possibile le adozioni ovviamente.

Il canile deve essere una situazione di passaggio!!! Questa credo sia civiltà, il resto è fuffa!!!

Ed a chi abbandona, oltre ad essere un criminale, auguro una pessima estate!”

M. B.