Riceviamo la lettera che ci racconta l’emozione vissuta oggi da tutta la squadra dei vigili del fuoco:

“Trent’anni al servizio degli altri: il saluto a Giulio Marano, caposquadra dei Vigili del Fuoco di Cosenza
Ci sono mestieri che non si limitano a essere un lavoro, ma diventano una missione. Quello del Vigile del Fuoco è uno di questi. Oggi, con un misto di orgoglio, gratitudine ed emozione, la nostra comunità saluta Giulio Marano, caposquadra dei Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Cosenza, che conclude il suo percorso professionale dopo trent’anni di servizio operativo, vissuti sempre in prima linea, con la stessa dedizione del primo giorno.
Trent’anni non sono solo un numero. Sono notti insonni, turni festivi, compleanni trascorsi lontano da casa. Sono sirene che squarciano il silenzio, interventi affrontati senza sapere cosa si troverà una volta arrivati sul posto, decisioni prese in pochi istanti ma capaci di cambiare il destino di una vita. In ogni chiamata c’era una responsabilità enorme: proteggere, salvare, aiutare chi si trovava nel momento più difficile.
Nel ruolo di caposquadra, Giulio Marano ha incarnato appieno i valori più autentici del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Non solo guida operativa, ma punto di riferimento umano per i colleghi più giovani del Comando di Cosenza, esempio di equilibrio, sangue freddo e spirito di sacrificio. Ha insegnato che il coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di affrontarla insieme, come squadra, mettendo sempre al centro la sicurezza e il bene comune.
Dietro ogni intervento riuscito, dietro ogni vita salvata, c’è stato anche il peso silenzioso delle rinunce personali. La divisa indossata con orgoglio ha spesso significato lasciare a casa affetti e preoccupazioni, con la consapevolezza che qualcuno, da qualche parte, aveva bisogno di aiuto. È questo il prezzo più alto pagato da chi sceglie di servire il prossimo: donare tempo, energie e, a volte, serenità, senza mai chiedere nulla in cambio.
Eppure, nonostante la fatica, nonostante i momenti duri e le immagini difficili da dimenticare, non è mai venuto meno il senso del dovere. Anzi, anno dopo anno, si è rafforzata quella profonda convinzione che fare il Vigile del Fuoco significhi essere un presidio di speranza, una certezza nei momenti di caos, una presenza rassicurante quando tutto sembra andare in fumo.
Oggi, al momento del pensionamento, resta un’eredità preziosa: l’esempio. Un esempio fatto di professionalità, umanità e rispetto. Un esempio che continuerà a vivere nei colleghi che hanno condiviso interventi, sacrifici e silenzi, e in chi ha avuto la fortuna di essere guidato e formato da lui all’interno del Comando di Cosenza.
Il ringraziamento non può che essere collettivo. Da parte dei cittadini, delle istituzioni, dei colleghi e di tutte le persone che, magari senza conoscerne il nome, hanno beneficiato del suo lavoro. Perché dietro ogni casco e ogni uniforme c’è una persona che ha scelto di mettere la propria vita al servizio degli altri.
Ora si apre una nuova fase, meritata e attesa. Ma ciò che resta è indelebile: trent’anni di servizio, trent’anni di dedizione, trent’anni di altruismo. Un percorso che onora il Corpo dei Vigili del Fuoco e che rende orgoglioso il Comando Provinciale di Cosenza.
Grazie, Giulio Marano.
Grazie, caposquadra.
Per tutto quello che hai fatto. E per quello che hai insegnato. “











