Lettere 2.0: “La buona sanità esiste anche qui. Ed ora noi abbiamo le prove. Infinitamente grata!”

Riceviamo il racconto della nostra lettrice Letizia:

Gentile Redazione,
scrivo queste righe con profonda gratitudine e con il desiderio sincero di condividere un’esperienza che ha cambiato la nostra vita e al tempo stesso, la nostra percezione della sanità pubblica calabrese.

Una sanità spesso raccontata solo attraverso le sue difficoltà, le carenze, le cronache negative; una sanità considerata fanalino di coda, in ritardo rispetto al resto d’Italia. Eppure, esiste un’altra Calabria, quella della buona sanità, della competenza, dell’umanità, dell’innovazione e della speranza. Ed è proprio a questa Calabria che voglio oggi rendere omaggio.

Circa un anno fa, nel dicembre 2024, a mio marito venne diagnosticato un carcinoma maligno di tre centimetri al polmone destro. Fu un momento durissimo, di quelli che fanno crollare ogni certezza e che ti lasciano smarrito, in balia della paura.

In quei giorni, all’Ospedale di Cosenza che molti chiamano ancora con affetto “l’Annunziata”, era appena arrivata una figura straordinaria: la professoressa Franca Melfi, luminare della chirurgia toracica e prima donna al mondo ad aver eseguito un intervento di chirurgia robotica per il tumore al polmone.

Un nome che, fino ad allora, associavo a grandi centri universitari come Pisa, alle sale operatorie d’avanguardia, e mai avrei pensato potesse approdare qui, nella mia Calabria. Il destino ha voluto che proprio lei, con la sua equipe, prendesse in carico il caso di mio marito.

Il 27 gennaio 2025 è una data che non dimenticheremo mai: quel giorno, nell’Ospedale di Cosenza, venne eseguito un delicatissimo intervento di lobectomia polmonare con tecnica robotica, un’operazione che richiede competenze elevatissime, precisione assoluta e tecnologia di ultima generazione. Eppure, tutto si è svolto con una naturalezza, una sicurezza e un controllo che solo la vera eccellenza può garantire.

Ciò che più ci ha colpiti, però, è stato l’insieme: non solo la bravura tecnica, ma la qualità umana. La professoressa Melfi, nonostante la fama e il ruolo di vertice che ricopre nella chirurgia toracica mondiale, è una donna di straordinaria umanità. È rimasta vicina, attenta, disponibile.

Non una sola volta abbiamo avuto la sensazione di trovarci davanti a una figura distante o irraggiungibile: ogni domanda riceveva una risposta, ogni dubbio una parola di conforto. Ricordo ancora la sua voce calma, il suo sguardo sereno, la capacità di trasformare la paura in fiducia.

E con lei, l’intero reparto di Chirurgia Toracica di Cosenza: medici, anestesisti, infermieri, tecnici, tutti accomunati da un senso di missione che raramente si incontra. Ogni gesto, ogni parola, ogni attenzione era carica di professionalità e sensibilità. È stato come sentirsi parte di una grande squadra in cui il paziente non è mai un numero, ma una persona.

L’ospedale di Cosenza, oggi, dispone di tecnologie di altissimo livello: la chirurgia robotica rappresenta il futuro della medicina, e il fatto che questa eccellenza sia presente nella nostra terra è motivo di orgoglio per tutti i calabresi. L’Università della Calabria, che ha contribuito all’arrivo della Professoressa Franca Melfi, ha reso possibile un passo storico, portando nella nostra regione una delle massime espressioni della scienza medica contemporanea.

Il percorso di cura è poi proseguito presso il reparto di Oncologia del Mariano Santo, dove, sotto la guida della Dottoressa Stefania Infusino, mio marito ha iniziato la chemioterapia. Anche lì abbiamo trovato dedizione, umanità e organizzazione impeccabile: personale preparato, attento, sorridente, capace di accompagnare i pazienti in uno dei cammini più difficili con rispetto e compassione.

Oggi, dopo mesi di controlli e di cure, possiamo dire che la nostra esperienza è terminata nel migliore dei modi. E se oggi mio marito sta bene, se la nostra famiglia ha ritrovato serenità, lo dobbiamo a questa rete di eccellenze pubbliche, a questi professionisti che lavorano in Calabria, ogni giorno, con passione, sacrificio e competenza.

Vorrei che la nostra testimonianza servisse a cambiare la narrazione: la sanità calabrese non è solo un elenco di carenze e di ritardi, ma anche un patrimonio di competenze, di tecnologia e di umanità. Dobbiamo crederci, sostenerla, raccontarla, perché solo così potrà crescere e ricevere il riconoscimento che merita.

Un ringraziamento di cuore alla professoressa Franca Melfi, per la sua genialità, la sua forza e la sua gentilezza; alla sua equipe straordinaria, all’infermiera Elisa Morcavallo e al dottore Daniele Scarascia, per la loro umanità, la professionalità e la presenza costante; a tutti i medici e al personale dell’Ospedale di Cosenza e del Mariano Santo, in particolare alla Dottoressa Stefania Infusino e ad Angelo Chirillo, il radioterapista, per la dedizione, l’umanità e l’attenzione con cui hanno accompagnato questo percorso; e a tutti coloro che, ogni giorno, costruiscono con il loro lavoro la buona sanità di questa terra.

Perché la buona sanità esiste, anche in Calabria. E quando la si incontra, non solo salva vite: ridona fiducia, dignità e orgoglio a un intero popolo.

Con infinita riconoscenza!

Letizia De Seta

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