Riceviamo le parole del nostro lettore:

“Buonasera,
vi scrivo perchĆ© quello che sta accadendo a Cosenza negli ultimi giorni non può più essere archiviato come una semplice sequenza di āepisodi isolatiā.
Sarebbe comodo definirli cosƬ, ma sarebbe anche profondamente ingiusto nei confronti dei cittadini che ogni giorno vivono sulla propria pelle un clima di crescente insicurezza.
Io stesso, nel giro di pochissimo tempo, mi sono trovato costretto a chiamare la polizia per ben quattro volte. E questo non ĆØ normale. Non lo ĆØ per me, non lo ĆØ per nessuno.
Quello che stiamo osservando è una vera e propria escalation di microcriminalità . Una spirale che sembra andare avanti indisturbata, senza freni, mentre la città assiste impotente. Non parliamo di singoli atti di inciviltà , ma di una serie di episodi che compongono un quadro sempre più allarmante.
A partire da Piazza Loreto, dove una rissa in piena regolaāurla, spintoni e un gruppo di ragazzi che si picchiava in mezzo alla stradaāsi ĆØ consumata sotto gli occhi di tutti, come se il centro cittĆ fosse diventato un ring improvvisato. Nessuno a fermarli. Nessuno a intervenire.
Stesso copione su Viale Parco, dove unāaltra rissa ha costretto i passanti, spaventati, a cambiare marciapiede. Scene che ricordano più le periferie degradate di grandi metropoli, non una cittĆ come la nostra.
E non ĆØ finita. Proprio ieri sera, davanti al McDonaldās, unāennesima aggressione: un gruppo di persone che si ĆØ affrontato tra le famiglie, tra i bambini seduti ai tavoli, come se la violenza fosse diventata un elemento abituale del paesaggio urbano.
A questo si aggiunge lāepisodio che mi ha colpito direttamente: un signore anziano aggredito a Corso Mazzini, senza alcun motivo. Lāhanno strattonato, buttato a terra. Io ero lƬ. Ho visto tutto. E vedere la paura negli occhi di un uomo che potrebbe essere nostro padre, nostro nonno, ĆØ qualcosa che ti rimane addosso.
Infine, un fatto che definire disumano ĆØ ancora troppo poco: il senzatetto picchiato brutalmente nella zona centrale di Cosenza, probabilmente Corso Mazzini, colpito al volto, alla bocca, agli occhi. Un atto di crudeltĆ gratuita, feroce, che non appartiene alla nostra cittĆ e alla sua storia.
Questa non ĆØ la Cosenza che conosciamo. Questa ĆØ una cittĆ che sta cambiando, e purtroppo lo sta facendo nella direzione sbagliata.
Serve un intervento serio, immediato, concreto. Serve presenza, controllo, prevenzione. Serve, soprattutto, restituire ai cittadini il diritto fondamentale di sentirsi sicuri per strada.
PerchĆ© la sicurezza non ĆØ un lusso. Ć una condizione essenziale per vivere una cittĆ . E oggi, a Cosenza, questo diritto sembra vacillare ogni giorno di più.”
(Cascina Way Circolo ARCI)




