Riceviamo lo sfogo di una nostra lettrice

“Buongiorno vorrei denunciare un fatto “grave“ accaduto qualche settimana fa.
Mia zia è di Cassano All’Ionio.
Il 31 ottobre si è sentita male ed è svenuta.
Abbiamo chiamato immediatamente l’autoambulanza ed è stata trasportata all’ospedale di Cosenza.
La sera stessa abbiamo chiamato un’infermiera che ci ha rassicurati, dicendo che stava bene anche se inizialmente la paziente aveva la febbre alta ma dandole della tachipirina, si era abbassata.
Per prassi dovevano aspettare l’esito del tampone e poi ci avrebbero contattati loro.
Non avendo ricevuto nessuna telefonata, siamo dovuti arrivare a Cosenza e solo vedendoci, ci hanno comunicato che mia zia risultava positiva al Covid 19.
È rimasta in ospedale per una settimana e mezzo, per poi trasferirla a Rogliano perché, fino a quando non fosse risultata negativa, non l’avrebbero potuta rilasciare.
Qualche giorno fa, mi chiama mia zia dicendo che la stavano portando a casa nonostante fosse positiva.
La cosa peggiore è stata che l’hanno lasciata a quasi 600 metri dal suo domicilio dicendole che, dato che era positiva, non potevano portarla a casa, nonostante fosse debole e non aveva la forza di camminare.
Questi sarebbero i famosi “Eroi”.
Purtroppo la mia famiglia non ha potuto fare niente dato che mia zia era positiva.”

